Il concetto del Sé e dell’Io: cosa sono, funzioni e differenze

Il concetto del Sé e dell’Io visti secondo una visione junghiana nel processo individuativo.

Il concetto del Sé: cos’è e qual’ è la sua funzione

Il concetto di Sé è da sempre oggetto di svariate discipline come la psicologia, la filosofia, la sociologia o la filosofia, assumendo così sfumature diverse. Ciò nonostante sembra rappresentare sempre e comunque il principio superiore dell’individuo.

Entrando nel mondo della psicologia il Sé diventa il nucleo della personalità, quella struttura psichica che esprime l’unicità della persona, la sua identità; racchiude tutto ciò che caratterizza l’individuo, ciò che permette al soggetto di pensare e percepire sé stesso, in altre parole con il concetto di Sé intendiamo un insieme di componenti personali che permettono all’individuo di autodefinirsi. La sua funzione pertanto è quella di darci un’identità.

 

Jung e il Sé

“In quanto concetto empirico denomino il Sé come il volume complessivo di tutti i fenomeni psichici nell’uomo. Esso rappresenta l’unità e la totalità della personalità considerata nel suo insieme.” (C.G.Jung – Opere 6 – Tipi psicologici)

La psiche nella sua totalità è l’insieme della parte conscia ovvero la coscienza, più la parte inconscia costituita dall’inconscio personale e dall’inconscio collettivo.

Per Jung il Sé è il centro della psiche nella sua totalità, mentre l’Io rimane il centro del solo campo della coscienza. Il Sé pertanto è un’entità che include l’Io e rappresenta l’interezza della personalità.

Oltre a essere il centro della psiche e a rappresentare la totalità psichica, per Jung il Sé, è un’istanza ordinatrice di carattere archetipico che guida la psiche stessa alla ricerca di uno sviluppo e una maturazione completa: è ciò che spinge nel processo di individuazione a raggiungere una completezza psichica superando le scissioni interne.È pertanto la rappresentazione della totalità psichica dell’individuo ma è anche ciò che spinge a raggiungerla.

Potremmo definire il Sé, una sorta di guida interiore, un centro interiore innato in ogni individuo che guida e coordina in questo processo di maturazione psicologica.

Di questa guida interiore, insita in ogni individuo, ne troviamo traccia già nei popoli antichi: i greci la chiamavano il daimon, in Egitto era l’anima di Ba, mentre per i romani era il genius innato di ogni individuo. Per gli indiani Naskapi, che vivono tutt’ora nelle foreste del Labrador è il Mista peo, l’amico interiore che guida; il “grande uomo” che risiede nel cuore ed è immortale.

Quindi il Sé potremmo definirlo il nostro “amico interiore” che ci guida sulla via dell’individuazione.

Ciò che avviene nel processo di individuazione, è ciò che Jung chiama il “divenire del Sé”; lo spostamento dell’Io verso il Sé, verso il nucleo dell’individuo. Un processo che si attua attraverso un ampliamento di coscienza. Più la coscienza si sviluppa più l’Io si avvicina al Sé; e l’unico modo perché ciò avvenga è fare si che la coscienza integri contenuti inconsci, in altre parole, è necessario rendere coscienti contenuti inconsci.

Il Sé è proprio quell’istanza che favorisce questo ampliamento, offrendo alla coscienza contenuti inconsci da assimilare.

Pertanto possiamo così dire che il Sé è sia la guida che la meta nel processo individuativo.

 

Ampliamento di coscienza

Abbiamo visto che l’ampliamento di coscienza è fondamentale per il processo individuativo, ma cosa significa concretamente? Quando parliamo di ampliamento di coscienza non si intende altro che una presa di coscienza di noi stessi, ovvero il comprendere quelle parti di noi che non conosciamo, che sono ancora inconsce ma che costituiscono una buona parte di noi stessi, in altre parole ampliare la coscienza è raggiungere uno stato di consapevolezza che ci porta ad un rinnovamento e ampliamento della nostra personalità.

Il “divenire del Sé” diventa così la via per trovare la nostra personalità, acquistare una nostra visione del mondo e dare un senso alla vita.

 

La funzione del simbolo nel Sé

Ora vediamo come fa il Sé a favorire questo ampliamento.

Avendo carattere archetipico, di fatto il Sè può mostrarsi alla coscienza solo attraverso forme simboliche, immagini oniriche e fantasie. Questo è l’unico modo con il quale può comunicare con la nostra coscienza, quindi non con il linguaggio dell’Io ma con un linguaggio simbolico, un linguaggio universale.

Quando abbiamo a che fare con un linguaggio simbolico siamo immersi nel mondo dei significati che va oltre il mondo fenomenico della forma. Il simbolo fa da ponte tra il mondo concreto fisico e quello astratto.

Il Sé con i suoi simboli crea questo ponte, mettendo in comunicazione il mondo concreto (conscio) con il mondo astratto (inconscio). Mette in contatto la coscienza con ciò che ne rimane fuori ovvero con l’altra grande parte della psiche, la parte inconscia.

La presa di coscienza di contenuti inconsci favorisce pertanto un  ampliamento della coscienza stessa avvicinando così’ l’Io al Sé. Il Sé quindi come guida e coordinatore del processo di individuazione favorisce la creazione di contenuti inconsci da offrire alla coscienza perché ne possa attingere come fonte vivificante, spingendo così la psiche verso uno stato di totalità e di completezza.

“Vorrei soltanto ricordare che, quanto più numerosi e più significativi sono i contenuti dell’inconscio assimilati all’Io, tanto più quest’ultimo si avvicina al Sé….” (C.G.Jung)

Uno dei simboli classici che rappresenta il Sé è il mandala. Simbolo di totalità e ordine. Ma sono moltissimi i simboli del Sé, tra cui Cristo, la pietra filosofale dell’Alchimia, il Vecchio Saggio, il Fanciullo divino, l’Eroe e moltissimi altri che avremo modo di vedere sicuramente più avanti.

Invece ora vediamo brevemente cosa intendiamo per Io.

 

Il concetto di Io: cos’è e qual’ è la sua funzione

Quando parliamo di Io parliamo di un’istanza psichica incaricata al contatto e ai rapporti con la realtà. È quella funzione della psiche che ci mette in relazione con la realtà sia esterna che interna, che permette di avere consapevolezza della realtà, e di poter riconoscere il Non-Io. In altre parole è ciò che è incaricato a rendermi cosciente del fuori e del dentro. È ciò che spinge all’adattamento nella realtà di cui l’individuo fa parte, fase fondamentale nel processo di sviluppo psichico.

“Per Io bisogna intendere quel complesso fattore al quale si riferiscono tutti i contenuti consci e che rappresenta, per così dire, il centro del campo della coscienza;… l’Io è il soggetto di tutti gli atti personali consci.” (C.G.Jung Opere 9 Aion: Ricerche sul simbolismo del Sé)

Come abbiamo già visto l’Io è praticamente il centro della coscienza, che costituisce solo una parte della psiche, mentre la psiche nella sua totalità vede invece il Sé come centro.

“L’Io, nonostante che le sue basi siano relativamente sconosciute e inconsce, è un fattore conscio per eccellenza. ….Nonostante l’incalcolabile estensione delle sue basi, l’Io non è né più né meno che la coscienza.” (C.G.Jung Opere 9 Aion: Ricerche sul simbolismo del Sé)

Per questo quando parliamo di personalità, intesa come fenomeno totale, non possiamo farla coincidere con l’Io che rappresenta solo la personalità conscia ma con ciò che rappresenta il tutto ovvero con il Sé.

Ad ogni modo l’Io nel processo di individuazione gioca un ruolo fondamentale, senza un Io adeguatamente strutturato, sarebbe complicato passare alla fase individuativa. Una presa di coscienza di contenuti inconsci presuppone un Io in grado di accoglierli e comprenderli.

 

Differenza tra l’Io e il Sè

Sulla base di quello che abbiamo visto possiamo dire che:

L’Io è il centro della coscienza e ha la funzione di relazionarci con la realtà in cui viviamo, rendendoci “consci” di tutto ciò che è fuori e dentro di noi, favorendo così l’adattamento al mondo circostante.

Il Sé è il centro della psiche nella sua totalità e ha la funzione di autodefinirci, di darci un’identità. È il nucleo della personalità e come tale guida e coordina il processo di individuazione.

 

 

Bibliografia:

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